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lunedì 28 gennaio 2008

Voglio un Theodore!

Se qualcuno avessa ancora dei dubbi sulla divergenza fra la mia età anagrafica e quella mentale, questo post dimostrerà una volta per tutte che la mia "vera" età si aggira fra i 6 e gli 8 anni.
Ieri sera sono andata al cinema per vedere "Alvin Superstar"!!!

Premetto che il gruppo di sventurati era composto da 7 individui di età compresa fra i 24 e i 30 anni, più un bambino di 3, portato come misera scusante per il nostro irrecuperabile grado di infantilità.

Se speravate in una recenzione obbiettiva, mi sa che avete sbagliato blog...

Io ne ho lette di pessime: "per i bambini di massimo 3 anni", "la fiera delle banalità" e così via...
Il che in parte forse sarà anche vero. Insomma, probabilmente questo film non vincerà mai il premio Oscar.... al massimo qualche Razzie Award... ma è così cariiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiino.
Come si fa a rimanere impassibili di fronte ai propri ricordi di infanzia??? Ma soprattutto, miei cari recensori da strapazzo, ma possibile che non sia rimasto in voi un briciolo di sana ingenuità infantile che vi faccia ridere per film come questo?
Se la risposta è no.... ma quanto siete tristi!
La sala ieri sera era stra-piena, e non solo di bambini, ma anche di tanti ex-bambini che si sono divertiti un sacco!
Le canzoncine sono carine, le scenette divertenti... la trama, è vero, sarà anche banale, ma cavolo! E' sempre un film per bambini, è ovvio che vincono i buoni!!
Gli scoiattoli canterini e ballerini sono comunque un must!

E poi c'è lui.... lo scoiattolino cicciottoso, quello bellissimo che parla con la "s" sibilante pacioccosa, trooooppo tenero!


"Aspettatemi, io non ho i muscoli, ho solo la ciccetta molle dei bambini!!!"


Insomma, è ufficiale, voglio un Theodore da coccolare!!!!

venerdì 25 gennaio 2008

Effetti deleteri

L'abbrutimento da studio è una realtà nota a tutti coloro che si occupano dell'analisi dei comportamenti umani.
Ma per quanto mi riguarda, credo di aver raggiunto in questi giorni uno dei picchi massimi, il record dei record, quello che forse ho sfiorato mentre cercavo di preparare l'esame di Diritto Commerciale II - ma in quel caso era estate, e l'estate, è risaputo, di per sé mitiga gli effetti dell'abbrutimento.
La fase patologica dell'abbrutimento da studio si manifesta in primo luogo attraverso il più totale decadimento fisico:
1) zero trucco - tanto stai dentro casa
2) capelli sconvolti - tanto è inutile che ti passi la piastra, tanto non devi andare da nessuna parte
3) abbigliamento indecente - tanto se non devo uscire è meglio che mi metto qualcosa di comodo... e con "qualcosa di comodo" si intende generalmente pantalone della tuta, felpa più grande di un paio di taglie, calzini antiscivolo e tutto ciò che di più antiestetico sia stato mai messo in commercio
Il soggetto affetto da abbrutimento da studio sarà poi tendenzialmente colpito da una ricerca ossessiva del materiale ritenuto necessario, con conseguente collocazione "a vista" di tutti i libri, fotocopie, quanderni, appunti su pezzi carta mangiucchiati dal cane che prima o poi li copio ma adesso non ho tempo, accumulati durante mesi e mesi di ricerca (n.d.r. I dati forniti dall'ISTAT ci informano che solo il 10% del materiale raccolto verrà effettivamente utilizzato e che questo, nel 99,9% dei casi, indurrà crisi di ansia nel soggetto affetto da abbrutimento da studio)
Una volta ricoperto ogni millimetro della scrivania con ogni forma di materiale possibile, e cominciata la stesura della tesi, lo sviluppo della malattia condurrà inevitabilmente colui che ne è affetto ad avvertire un improvviso calo della temperatura dell'ambiente circostante. I ricercatori suggerisco che si tratti di ipotermia dovuta a prolungata immobilità. Fatto sta, che il povero malato tenderà ad inglobare tutto ciò che trova nelle vicinanze nel tentativo di scldarsi. Col risultato che al già di per sé tremendo abbigliamento si aggiungerà:
1) copertina di pile stile nonna bacucca super avvolgente - preferibilmente con gli orsetti o altri pupazzetti imbarazzanti
2) sciarpetta di varie fatture - perchè è la prima che capita a tiro, non è che la si sceglie, dipende da quella che sta più vicino
E' stato riscontrato inoltre come in molti casi in questa fase il malato di abbrutimento da studio cerchi di assumere bevande - quali té, caffé americano,tisane dall'oscuro contenuto - nel vano tentativo di riscaldarsi le mani, inevitabilmente destinate al congelamento.
Al penultimo stadio, la malattia comincia ad agire sul sistema nervoso del malcapitato influenzando direttamente:
1) la percezione del livello di polvere accumulatosi in camera - tanto poi quando ho finito pulisco
2) la capacità di mettere a fuoco immagini che siano più lontane dello schermo del pc
3) la percezione del rumore - ogni piccolo suono è fonte di tremendo disturbo, causa di particolare stress emotivo
Lo stadio terminale della malattia si manifesta attraverso un'irrecuperabile processo di autodistruzione del sistema neurologico del linguaggio. Il vocabolario del malato si ridurrà ai termini:
1) "in merito alla presente trattazione"
2) "si evidenzia come"
3) "è opportuno sottolineare che"
4) "alla luce di"
5) "infatti"
6) "si evince che"
7) "il principio di buona fede" - ok, questo è un caso particolare, ma la funzione "trova" di word l'ha contato 134 volte solo nel secondo capitolo. Se lo scrivo un'altra volta mi auto-distruggo.

domenica 20 gennaio 2008

Strade Inquiete - Otto ohm

Sarà che stamattina vorrei essere ancora a letto sotto le coperte, al calduccio.... Voglia di coccole...
Sarà che è un periodo in cui va tutto di corsa, e invece io vorrei il tempo per fermarmi a guardare quei "piccoli miracoli"... Sarà che mi manca qualcuno con cui guardali, o che me li faccia vedere... O sarà semplicemente che questa canzone è troppo bella...

Io parlerò con te
Per tenerti lontana dalle brutte avventure
Ti aiuterò a decidere
Tra domande pesanti se mi vorrai parlare
Conoscerai dei volti nuovi e li vedrai sparire
Tornare da dove sono venuti
Ti sentirai più piccola di una formica
E pranzerai con molte persone deluse
Perché non importa la strada che fai, la gente che incontri e le donne che hai
Conta solo il momento in cui riesci a vederti
Dentro di lei

Ti sussurrerò parole dolci agli angoli
Delle strade inquiete
Mentre viene giù la neve
Avrò cura delle piccole malinconie
Delle timidezze che fanno sorridere
Per far caso ancora ai piccoli miracoli
Che ormai nessuno vede
Non bisognerà guardare poi così lontano
Tu dimmi che li vedi
Come li vedo io.

Ti parlerò perché
C’è chi maschera bene le sue vere intenzioni
E di deluderà con un sorriso
Capirai esattamente che cosa vuole dire soffrire
Perché aspettiamo di essere sfiorati da una stella
Che riesca a farci dimenticare
Che ci troviamo a rovistare tutti i giorni tra le cose
Che un giorno sembravano vere
Perché non importa la strada che fai, la gente che incontri e le donne che hai
Conta solo il momento in cui riesci a vederti
Dentro di lei

Ti sussurrerò parole dolci agli angoli
Delle strade inquiete
Mentre viene giù la neve
Avrò cura delle piccole malinconie
Delle timidezze che fanno sorridere
Per far caso ancora ai piccoli miracoli
Che ormai nessuno vede
Non bisognerà guardare poi così lontano
Tu dimmi che li vedi
Come li vedo io.

Perché non importa la strada che fai, la gente che incontri e le donne che hai
Conta solo il momento in cui riesci a vederti
Dentro di lei

giovedì 17 gennaio 2008

Eppure non sarebbe una cosa difficile!

Che fatica ottenere le cose semplici!
Tutto comincia quando la sottoscritta, di ritorno da Londra, nella fretta pre-natalizia di buttare via le cartacce spuntate fuori dalla valigia, ha erroneamente fatto sparire le carte d'imbarco del volo.
Direte, dov'è il problema? Il problema è che per una volta nella mia vita avevo la possibilità di farmi rimborsare dall'università il prezzo del biglietto...
Inutile sottolineare le capocciate al muro che avrei voluto dare - soprattutto se si pensa che io conservo sempre le carte d'imbarco. Se mi chiedete la carta d'imbarco del volo con cui sono andata per la prima volta a Londra con mio papà quando avevo 14 anni, io ce l'ho! Quello della gita di terzo superiore a Barcellona? Ce l'ho! Come pure tutte quelle venute dopo...
E invece le uniche che avrebbe avuto un senso conservare, l'ho buttate!
Detto questo, è da quando sono tornata che cerco di mettermi in contatto con l'Alitalia per avere una dichiarazione di volato. Pare facile!
Quelli del callcenter come al solito non sanno mai niente - e qui nasce l'interrogativo su a che cosa servano i callcenter - e l'ufficio relazioni col pubblico è raggingibile solo via fax e posta ordinaria! Cioè!!! Siamo nel 2008 e non c'è un numero di telefono o un indirizzo e-mail con cui lamentarsi!
Che poi, non è che ci vuole tanto ad inserire un numerino di biglietto nel server e premere STAMP! E invece no, a quanto pare è difficile...
Così io continuo a mandare fax... ce la faranno i nostri eroi?

martedì 15 gennaio 2008

Yogurt

Ora, non è che posso sempre scrivere post utili su come fare domanda per un LL.M. in Inghilterra, altrimenti questo diventerebbe un blog banale! Non escludo che ne seguiranno altri - l'argomento "borse di studio" forse merita un post, come anche il problema "accomodation" - ma per il momento, vorrei condividere con voi un quesito profondo...
Ma secondo voi, lo yogurt nel vasetto di vetro, è più buono dello yogurt nel vasetto di plastica?
E se si, è più buono perchè ci lo produce lo fa meglio, o perchè nel vasetto si vetro si conserva meglio che nella plastica?
O se no, è uguale perchè tanto è solo yogurt e saprà sempre di yogurt, o perchè non credete che la plastica possa rilasciare tossine schifose?
Ma poi, lo yogurt è davvero tutto uguale?
And last but not least, farò in tempo a pubblicare questo post o arriverà prima la neuro?
Scoprivatelo su rieducational channel!

mercoledì 9 gennaio 2008

I'm gonna live in London... or nearby

Il malumore dei giorni scorsi era dovuto al fatto che le domande d'ammissione che ho presentato per il Master non stavano dando i frutti sperati. Insomma, mi ero appena beccata un bel NO dalla UCL e non l'avevo presa esattamente bene. Anzi, l'avevo proprio presa a male.
Invece poi ci vuole poco a far cambiare piega alle cose...
Ho ricevuto ieri una conditional offer per un LL.M. al King's College di Londra, quindi, vada come vada, I'M GONNA LIVE IN LONDON! Yesssssssssssssssssssss!!!
Ovviamente sono ancora in attesa di sapere cosa decideranno Cambridge e Oxford, anche se ormai non ci conto più di tanto... ma non bisogna mettere limiti alla divina provvidenza, magari impazziscono e mi accettano, non si sa mai!
Comunque sia, da settembre scriverò da oltremanica... si riapre il filone "Live from London"! Che potrebbe essere anche "Live from Cambridge" o "Live from Oxford", ma sempre da quelli parti starò!
Insomma, alla fine, tutto va come deve andare...
Magari non ve ne frega nulla, ma questo è il mio blog, e ci scrivo quello che pare! Eheheh...

lunedì 7 gennaio 2008

Dedicated to...

-Perché mi sono sentito come una Panda, ma poi alla fine ho capito. Io sono
già una Ferrari!
-Ma quella nuova?
-No, la migliore di sempre...
Quella che devono ancora costruire.

Grazie.

venerdì 4 gennaio 2008

How to become popular

Ok, ve ne sarete accorti tutti, il mio blog non è esattamente frequentatissimo.
Qualcuno di cui non faccio il nome ha osato addirittura dire che i miei referrer su ShinyStat sono TRISTI.
Da qui una serie di riflessioni su "cosa fare affinchè qualcuno legga il tuo blog".
Prima di tutto, bè, ci terrei a precisare che non è vero che nessuno lo legge. E' che nessuno - o quasi - si impegna a lasciarmi un commentino affinchè io sappia che è passato di qui. Il che non aiuta l'autostima.
Comunque, detto questo, ho elaborato un decalogo. In realtà è solo 3/10 di decalogo, perchè fino a 10 non ci sono arrivata. Ma tricalogo non si dice.
Regola n° 1: scrivere cose interessanti.
Ahahahahahah. Simpatica. Io non so neanche perchè mi ostino a tenerlo in vita, pensa te se adesso mi invento anche una linea editoriale. Troppa fatica. Scrivo quello che mi passa per la testa, se e quando ho tempo. Però ogni tanto ci penso a cosa vorrei scrivere... col solo limite che c'è il rischio che io pensi a un post come questo. Credo che se qualcuno si prendesse la briga di leggere sempre queste pagine noterebbe un certo grado di squilibrio mentale...
Comunque, tornando minimamente seri, non ho pretese letterarie, né di improvvisarmi reporter.
Quindi la regola n° 1 risulta inapplicabile al caso concreto.
Regola n° 2: commentare blog altrui.
Si, insomma, andare in giro per i blog ad infettare le pagine dei commenti, solo perchè così qualcuno potrebbe avere la malaugurata sventura di cliccare sul mio simpatico avatar e di finire catapultato su queste splendide pagine. però non è che sia una soluzione che mi ispiri molto. Ancora una volta è troppo faticosa. E poi non mi sembra carino sfruttare meschinamente i blog degli altri.
Quindi anche la regola n° 2 risulta inapplicabile al caso concreto.
Regola n° 3: inserire "casualmente" una serie di parole chiave di ricerca, così da spuntare fuori su google.
Detta anche "regola paracula". Il perchè si spiega da solo. Fatto sta, che nei miei referrer di ricerca iniziano a spuntare fuori cose interessanti. Insomma, pensare che qualcuno sia passato di qui e abbia letto il mio blog mentre cercava informazioni per "aprire una copisteria" è una cosa carina, no? Meno carino è sapere di quello che cercava "figa a Londra"... meno carino per lui (o lei?) intendo, visto che se lo devi cercare su google sei messo/a male... farei notare però come scrivendolo - di nuovo - le visite al mio blog avranno sicuramente un incremento.
Forse la regola n° 3 potrebbe funzionare per quanto riguarda il fattore "aumentiamo il numero", ma non so che effetti potrebbe produrre sulla qualità dei miei lettori...
Quindi, nonostante la regola n° 3 sia di fatto realizzabile, gli studi non hanno ancora dimostrato che il rapporto costi-benefici sia tale da consigliarne l'uso.
Detto questo, non mi rimane altro da dire se non che prometto che la prossima volta mi impegno e scrivo qualcosa di sensato e, nei limiti del possibile, un pò meno delirante.

domenica 30 dicembre 2007

L'ansia da Capodanno

L'ansia da Capodanno è una brutta bestia. E infatti il Capodanno è una festa che non mi piace proprio. La gente si stressa per organizzare qualcosa da fare, che nel 99,9% dei casi risulterà decisamente inferiore alle aspettative, dopo aver pagato uno sproposito per avere un'orrida serata. Che felicità! E c'è chi inizia a stressarsi tipo a ottobre, per organizzare la sera di Capodanno!!
E tutto per iniziare bene il nuovo anno, come se da un minuto all'altro dovesse esserci chissà quale svolta nella propria vita.
No amici cari, la verità è che se sei triste e sfigato e depresso il 31 sera, il 1 mattina sarai sempre lo stesso triste sfigato e depresso.
E così mi ritrovo al 30 dicembre, con meno di 36 ore al nuovo anno, a non avere la più pallida idea di cosa fare domani sera.
L'ipotesi "rimango a casa e mi guardo Bridget Jones" mi alletta particolarmente. Ma rispondere "sono rimasta a casa a guardare Bridget Jones" quando mi chiederanno cosa ho fatto a Capodanno non mi pare carino...
Quindi, volente o nolente, mi ritrovo incastrata anch'io nell'ansia da Capodanno.
Se qualcuno passa di qui e mi vuole invitare ad una festa....eheheh!

martedì 27 novembre 2007

La valigia dell'emigrante

Ho finito di preparare le valige... domani mattina si parte per London.
Guardavo i miei bagagli, e mi sono venute in mente le classiche immagini degli emigranti di una volta, quelli con la valigia di cartone...
E ho pensato che una valigia di cartone non avrebbe mai resistito al peso di tutte le cose mi sto per portare appresso! Ho il dubbio se riuscirò a passarla liscia al check-in, ma ho la certezza che trascinare quella roba per South Ealing Road sarà assolutamente nocivo per le mie articolazioni. Ed è solo per 3 settimane. Praticamente una vacanza.
Gli emigranti, quelli veri, non avevano bisogno di tutta questa roba. Quelli si che cambiavano vita.

lunedì 26 novembre 2007

Volevo un blog....

... ma non chiedetemi perché. Lo volevo e basta. E adesso che ce l'ho, non è che sappia bene cosa farci...
In realtà c'è già lo scheletro di un blog nel mio armadio... Un bel giorno di un paio di anni fa, mi svegliai con l'idea di voler correre la maratona di New York. E dopo aver formulato un irrealistico piano di allenamento, avevo aperto un blog. Doveva essere un "blog motivazionale". L'idea era quella di rendere partecipe il mondo dei miei duri sforzi - con l'illusione che ciò mi spingesse a non barare sulla tabella di marcia - e di mostrare allo stesso mondo i miei successi atletici.
Inutile dire che fu un progetto totalmente fallimentare. Sia il blog che la maratona.
Inutile anche che cerchiate tracce del blog in giro, ho avuto la decenza di cancellarlo.
Adesso ho nuovo un blog. Vedremo.

domenica 25 novembre 2007

Presto su questi schermi

La Dea delle Dee parte per Londra.

seguite questo Blog se siete interessati alle sue gesta.