mercoledì 9 gennaio 2008

I'm gonna live in London... or nearby

Il malumore dei giorni scorsi era dovuto al fatto che le domande d'ammissione che ho presentato per il Master non stavano dando i frutti sperati. Insomma, mi ero appena beccata un bel NO dalla UCL e non l'avevo presa esattamente bene. Anzi, l'avevo proprio presa a male.
Invece poi ci vuole poco a far cambiare piega alle cose...
Ho ricevuto ieri una conditional offer per un LL.M. al King's College di Londra, quindi, vada come vada, I'M GONNA LIVE IN LONDON! Yesssssssssssssssssssss!!!
Ovviamente sono ancora in attesa di sapere cosa decideranno Cambridge e Oxford, anche se ormai non ci conto più di tanto... ma non bisogna mettere limiti alla divina provvidenza, magari impazziscono e mi accettano, non si sa mai!
Comunque sia, da settembre scriverò da oltremanica... si riapre il filone "Live from London"! Che potrebbe essere anche "Live from Cambridge" o "Live from Oxford", ma sempre da quelli parti starò!
Insomma, alla fine, tutto va come deve andare...
Magari non ve ne frega nulla, ma questo è il mio blog, e ci scrivo quello che pare! Eheheh...

lunedì 7 gennaio 2008

Dedicated to...

-Perché mi sono sentito come una Panda, ma poi alla fine ho capito. Io sono
già una Ferrari!
-Ma quella nuova?
-No, la migliore di sempre...
Quella che devono ancora costruire.

Grazie.

Bad Day

Perchè è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva.


Castelli di Rabbia, Alessandro Baricco

Io aggiungerei anche "un'idea"... oggi è una giornata no... no comment

venerdì 4 gennaio 2008

How to become popular

Ok, ve ne sarete accorti tutti, il mio blog non è esattamente frequentatissimo.
Qualcuno di cui non faccio il nome ha osato addirittura dire che i miei referrer su ShinyStat sono TRISTI.
Da qui una serie di riflessioni su "cosa fare affinchè qualcuno legga il tuo blog".
Prima di tutto, bè, ci terrei a precisare che non è vero che nessuno lo legge. E' che nessuno - o quasi - si impegna a lasciarmi un commentino affinchè io sappia che è passato di qui. Il che non aiuta l'autostima.
Comunque, detto questo, ho elaborato un decalogo. In realtà è solo 3/10 di decalogo, perchè fino a 10 non ci sono arrivata. Ma tricalogo non si dice.
Regola n° 1: scrivere cose interessanti.
Ahahahahahah. Simpatica. Io non so neanche perchè mi ostino a tenerlo in vita, pensa te se adesso mi invento anche una linea editoriale. Troppa fatica. Scrivo quello che mi passa per la testa, se e quando ho tempo. Però ogni tanto ci penso a cosa vorrei scrivere... col solo limite che c'è il rischio che io pensi a un post come questo. Credo che se qualcuno si prendesse la briga di leggere sempre queste pagine noterebbe un certo grado di squilibrio mentale...
Comunque, tornando minimamente seri, non ho pretese letterarie, né di improvvisarmi reporter.
Quindi la regola n° 1 risulta inapplicabile al caso concreto.
Regola n° 2: commentare blog altrui.
Si, insomma, andare in giro per i blog ad infettare le pagine dei commenti, solo perchè così qualcuno potrebbe avere la malaugurata sventura di cliccare sul mio simpatico avatar e di finire catapultato su queste splendide pagine. però non è che sia una soluzione che mi ispiri molto. Ancora una volta è troppo faticosa. E poi non mi sembra carino sfruttare meschinamente i blog degli altri.
Quindi anche la regola n° 2 risulta inapplicabile al caso concreto.
Regola n° 3: inserire "casualmente" una serie di parole chiave di ricerca, così da spuntare fuori su google.
Detta anche "regola paracula". Il perchè si spiega da solo. Fatto sta, che nei miei referrer di ricerca iniziano a spuntare fuori cose interessanti. Insomma, pensare che qualcuno sia passato di qui e abbia letto il mio blog mentre cercava informazioni per "aprire una copisteria" è una cosa carina, no? Meno carino è sapere di quello che cercava "figa a Londra"... meno carino per lui (o lei?) intendo, visto che se lo devi cercare su google sei messo/a male... farei notare però come scrivendolo - di nuovo - le visite al mio blog avranno sicuramente un incremento.
Forse la regola n° 3 potrebbe funzionare per quanto riguarda il fattore "aumentiamo il numero", ma non so che effetti potrebbe produrre sulla qualità dei miei lettori...
Quindi, nonostante la regola n° 3 sia di fatto realizzabile, gli studi non hanno ancora dimostrato che il rapporto costi-benefici sia tale da consigliarne l'uso.
Detto questo, non mi rimane altro da dire se non che prometto che la prossima volta mi impegno e scrivo qualcosa di sensato e, nei limiti del possibile, un pò meno delirante.

martedì 1 gennaio 2008

Il sapore dei libri

Anno nuovo, vita nuova, direbbe il proverbio. Come ho già sottolineato nel precedente post, col cavolo. Però mi faceva piacere innaugurare il nuovo calendario - che per la cronaca, è molto carino, con i fiori - con una nuova sezione del mio blog.
Ora, non so se si possa dire "sezione" per un blog. Forse è più corretto "etichetta"... ma etichetta non mi piace, mi dà l'idea di pecetta appiccicata lì per caso.
Comunque, fatto sta che il mio fagocitare libri di ogni genere mi porta ad aprire una nuova "come la volete chiamare". Aforismi, Citazioni & Co.
Premetto che non so se qualcuno apprezzerà. Spesso il perchè alcuni libri e alcune frasi ci colpisco non è cosa che si spiega. E' così e basta. Così come non si può spiegare il sapore dei libri.
No, non è che mangio i libri - anche se metaforicamente si potrebbe affermare il contrario.
Però il come e il quando spesso influisce sul ricordo, e allora le parole non sono più solo parole, ma diventano odori, sapori, sensazioni.
La citzione che sto per riportare, bè.... lei sa di tramezzino al pollo e bacon, di caffè bollente e di "Jingle Bells Rock"... e sa di pioggia di Londra, e mani fredde.
Probabilmente voi non lo sentite, ma mi andava di condividerlo lo stesso.
"L'anomalia del porch - continuò il prof. Bandini - è evidentemente quella di essere, al contempo, un luogo dentro e un luogo fuori. In un certo modo, esso rappresenta una soglia prolungata, in cui la casa non è più, e tuttavia ancora non si è estinta nella minaccia del fuori. E' una zona franca, in cui l'idea del luogo protetto, che ogni casa sta lì a testimoniare e realizzare, si sporge oltre la propria definizione, e si ripropone, quasi indifesa, come per una postuma resistenza alle pretese dell'aperto. In questo modo sembrerebbe luogo debole per eccellenza, luogo in bilico, idea in esilio. E non è escluso che proprio questa sua identità concorra al suo fascino, essendo incline, l'uomo, ad amare i luoghi che sembrano incarnare la propria precarietà, il proprio essere creatura allo scoperto, e di confine. [...]
Gli uomini hanno case, ma sono verande"
City, A. Baricco